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Sicurezza dei dati personali sul web: sempre un tema scottante

Ha fatto molto discutere, negli ultimi tempi, la fuoriuscita di un database contenente dati personali di milioni di utenti Facebook di tutto il mondo. Sono più di 35 milioni le utenze italiani violate, su un totale mondiale superiore ai 500 milioni.

Numeri spaventosi, soprattutto alla luce del fatto che questo database, di circa 12GB di file testuali, è stato reso consultabile a tutti tramite un bot sulla piattaforma Telegram.

Il funzionamento di questo bot è semplice: si inserisce il nome di una persona e si è in grado di vederne il numero di telefono privato. Il tutto a cifre variabili che possono andare (per il singolo contatto) da 20 euro fino anche a 5.000 euro nel caso si vogliano prelevare i dati privati di un noto politico o personaggio di spicco della società.

Fortunatamente il bot è stato “bannato” da Telegram, tuttavia il detentore del database ha fatto sapere di voler aprire una piattaforma privata per la compravendita di questi dati sensibili.

I risvolti di un furto di dati sono molteplici: da un semplice spam di messaggi privati o campagne mirate di mail fraudolente, fino ai casi più gravi di furto di identità o clonazione della Sim.

fonte: repubblica.it

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